Ottenere un prestito o un finanziamento può essere un passaggio chiave per favorire lo sviluppo del tuo business e promuoverne una crescita strategica. Per decidere se concedere del credito a un’azienda, le banche effettuano attente valutazioni del merito creditizio dei loro clienti: si tratta di uno strumento che consente di analizzarne l’affidabilità e stabilire se sono meritevoli delle somme richieste.
Un buon merito creditizio, quindi, apre l’accesso a capitale potenzialmente prezioso per il sostentamento della tua impresa e per il raggiungimento dei tuoi obiettivi. Ecco perché è utile capire esattamente cos’è e come si calcola e come fare per mantenerlo positivo o migliorarlo nel tempo.
Anche conosciuto come “credit score”, il merito creditizio è un parametro essenziale e oggettivo, che permette alle banche di capire se una persona fisica o giuridica è in grado di ripagare un eventuale prestito concesso.
In pratica si tratta di un esame attento della storia finanziaria dell’azienda e delle principali informazioni che possono contribuire alla formazione di un vero e proprio punteggio o rating creditizio.
La classificazione del cliente in base al suo livello di rischio è il punto di riferimento che gli istituti utilizzano per aprire o meno nuove linee di credito.
Quali fattori rientrano nella valutazione complessiva del rischio di insolvenza del tuo business? Tra i molti:
Le banche sono invitate ad avviare meticolosi processi di valutazione ogni volta che ricevono una richiesta di finanziamento. Le linee di valutazione sono racchiuse nella Riforma del Credito, inviata alle banche perché possano seguire parametri chiari per decidere la concessione dei finanziamenti.
La richiesta di un prestito, quindi, fa immediatamente mettere in moto il processo di analisi della storia e della situazione attuale del cliente, per consentire di giudicarlo un buon pagatore o un soggetto potenzialmente a rischio.
La finalità ultima è triplice:
Sono diverse le banche dati a cui è possibile attingere informazioni per una valutazione puntuale.
Da un lato ci sono le banche dati private: società come CRIF-Eurisc, Experian, CTC, Assilea-BDCR fanno parte dei circuiti SIC (Sistemi di Informazione Creditizia) e vengono utilizzate per indagare nello specifico su insoluto e ritardi di pagamento.
Dall’altro esistono banche dati pubbliche, come la Centrale Rischi o la CRIC (Centrale Rischi Importi Contenuti), che fanno capo alla Banca d’Italia e verificano il rating bancario in merito alle insolvenze già aperte e conclamate, non invece a situazioni di ritardi e simili casistiche.
Quando un istituto di credito effettua i suoi monitoraggi circa la tua impresa, le assegna un vero e proprio punteggio o rating creditizio, identificato da lettere, da AAA fino a C.
Una posizione alta in classifica non permette solo di ottenere una linea di credito, ma consente anche di avere un prestito dalle cifre più elevate e al tasso d’interesse migliore (più alto sarà il rating, più basso sarà il tasso).
Come puoi intuire, è essenziale lavorare per far sì che la tua azienda abbia un merito creditizio ottimale, nonché impegnarsi a mantenerlo costante nel tempo, se non a migliorarlo. Per riuscirci è indispensabile avere una gestione oculata e altamente responsabile delle finanze, sul breve e sul lungo periodo.
Quali strategie sono efficaci per ottimizzare il tuo rating creditizio?
Creare e conservare negli anni una posizione creditizia positiva e affidabile è, quindi, essenziale per guidare la tua impresa verso traguardi sempre più ambiziosi, che spesso richiedono un supporto finanziario efficace per essere raggiunti.
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